chiuditi dentro(,)questa notte.

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mercoledì 5 maggio 2010

forse.

squadra speciale cobra 11.
adesso succede qualcosa che va contro tutte le leggi della fisica, tipo.
topo.
topos del giorno:
seriamente.
ho pensato di vivere, per un momento: dall'affetto di Arianna alle promesse di Ron, al futuro con Paola.

piango, sono commossa.

che questo strazio forse possa finire, senza mancamenti/svenimenti/fraintendimenti.
forse?


lunedì 22 febbraio 2010

che schifo la federico II.

ho in odio tutte le mie cose.
La mia stanza, la coperta ai piedi del letto, le mie babbucce, il mio cuscino, le pareti verde acqua, la scrivania con la munnezza sopra, i millelibri ancora da leggere sul comodino, le foto di me bambina, il calendario, il planisfero, il dipinto che feci all'asino (DARK), il mio cellulare, il mio evidenziatore, la foto di marco mengoni, baudelaire.
E la bottiglina d'acqua, il pc, la corda per saltare, il finto girasole di marzo, i cd con film che a questo punto non vedrò mai.
Il mio blog, odio.
talmente stufa e inviperita da odiare persino il mio gatto.
che non è una cosa, ma è MIO.
però una cosa mi piace fare, sempre piaciuto: gli elenchi.



A grandi linee, si innescano tre tipi di reazioni. Innanzitutto, i vasi sanguigni vicini al luogo della ferita si dilatano e divengono più permeabili. Determinate cellule e proteine, possono così lasciare i vasi sanguigni e spostarsi poi verso la ferita, dove uccidono i batteri. Infine, viene rilasciata una serie di sostanze che costituiscono una sorta di barriera, in modo da limitare l'estensione dell'infezione.



Ecco perché non si muore mai.

sabato 6 febbraio 2010

sulle costole.


Solo l'individuo etico s'inserisce nella comunità umana, mentre l'esteta non sa stabilire solidi legami con la società per dare una qualche consistenza alla propria esistenza.


Sta sprofondando.
Scomparirà.
A bien tot.

Plus significas quam loqueris: sul mio polso sinistro. 

domenica 13 dicembre 2009

butta Seneca e prendi Goethe.

blame it on your mother for the things she said.
blame it on your father but you know he's dead.

crisi in atto.
nostalgia di non so ché.
LyLa ti ricordiamo che Un Tizio ti ha aggiunto tra gli amici di hi5.
e tiritittittì.
oh, clà!, scet't! butta Seneca e prendi Goethe! cazzo ne so, scrivi! fa qualcosa, ingegnati, che è sta storia che non parli? perché non butti un pò di sangue su un foglio bianco?
sforzati, l'ispirazione vien da sè! sentito Schelling? (era schelling?) l'arte è un atto consapevole, ma diventa inconsapevole man mano, quando viene l'ispirazione, fino a diventarti estranea.
diceva così? probabilmente no, ma una parte l'ho colta.
questo è il momento giusto, clà.
malinconia: mode on; sentimenti in ascesa; sensi attutiti; silenzio; calma nell'ambiente, sistema in fermento; anima e coraggio.

gli evidenziatori, tutti, fanno schifo. TUTTI, tranne il giallo. il giallo EVIDENZIA, gli altri COPRONO.
puàh.


AHAHAH!

mercoledì 4 novembre 2009

Di quei giorni in cui il ricordo è solo un sogno.

Presentare un blog con un titolo d'argomento, che ridere.
Su.
Circa.
L'inutilità della parola.
Di quei titoli che già dal grassetto ti inducono a riflettere.
Che pall'.
Incomprensibili.
Gisantomo di Gisallo.
Ludovico di Baldeposta.
Maurizio Belpietro...

Per quanto riguarda me, non ho studiato.
As usual, che ve lo dico affà?
Una volta studio, cinque giorni riposo per lo sforzo fatto.
E me ne compiaccio, ne vado fiera, mi MILLANTO (àààà che parola che parola!) lo scrivo bello grosso su di un blog!
Ma io ci provo.
Non ci riesco, e hai voglia di vitamine, oh!
Sono capace di stare ore e ore e ore su di un libro di biologia e non aver imparato assolutamente niente. E sottolineo anche le cose giuste, eh! Io so sottolineare. Poi però mi perdo. Mi distraggo, mangio un mandarino, 5 minuti di TV e sono già fuori la scuola, seduta al bar di fronte con b1 che ripete una lezione non-studiata. E fa freddo, e mi prendo un cornetto con la marmellata, maròòò il cornetto con la marmellata, ed entriamo, stiamo entrando? oh, uagliù!, ma stiamo entrando?! ma siamo pazzi? anzi: ma siete pazzi??!?!?!? marò è un suicidio io lo dico, è! non ho fatto un cazzo voglio andare a casa basta la scuola ma quando finisce marò l'esame puozz'n murì tttquant!
Jude, ormai è andata.
La voce di B1/Federica con lo sguardo rassegnato/la mano aperta col palmo verso il basso.
Sono le 20: 23, è tardi per rimediare, qualsiasi cosa tu voglia rimediare.
Che cosa potrebbe esserci da rimediare? vediamo:
domani:
Arte. c'ho 8.
Storia. c'ho 7.
Filosofia. non c'ho niente e non so niente.
Biologia: NON SO NIENTE
matematica: m'ha interrogata oggi, e sò andata pure bene! fortunatamente m'ha chiesto di rispiegare la PUNTATA PRECEDENTE e io le cose le capisco, la matematica la capisco, il problema è il dopo. "claudia, brava, molto brava! che peccato che nell'operativo... ma d'altronde i matematici, nun c sta nient a fà!, non li sanno fare i calcoli!!! Einstein..." e di nuovo l'esempio di Albert che i calcoli li faceva fà alla moglie.
Fisica: ecco, l'ultima lezione l'ho seguita e capita ma le tre precedenti no.
Vabè.
Diciamo che l'unico vero problema è biologia.
Che posso fare nelle ore di storia e filosofia.
Marò ma che ve ne fotte?!

D'improvviso la tristezza.
Ed ecco che torna il titolo del post.
Ma perché parlare di pensieri così intimi su internet?
D'altronde il mio è molto complesso, e sono riuscita a sintetizzarlo in quella frase.
Chell'è.

Mò c'ho voglia di Salemme.

venerdì 30 ottobre 2009

Etichette per questo post: ad esempio...

C'è forse una cosa sola che mi piace di questa giornata.
Che mi è piaciuta!, clà!, sbagli il tempo.
No, è un gioco di parole, adesso ve lo spiego: di questa giornata, 30 ottobre, m'è piaciuta una sola cosa, ed è la stessa che mi piace sempre di ogni giornata, da quando sò viva a questa parte: è un'azione abituale, quotidiana che però particolarmente poi oggi che bella poi bo cacca MESSAGGIO SUBLIMINALE

Etichette per questo post: ad esempio sole d'autunno.

Si tratta del sole delle 5 del pomeriggio d'ottobre/novembre.
Si riflette sul vetro del giradischi che costruì mio padre/sui raggi-Beatles per tutta la stanza, sfere mobili che costellano i muri dorati di immenso, ne senti quasi il suono; un tenero e morbido tepore appesantisce le ciglia/la polvere in controluce danza a ritmo di una muta Penny Lane.
C'è sempre stato, fin da quand'ero così. In tutte le foto, dagli 8 mesi ai 17 anni, nei pomeriggi d'ottovembre, si sente la presenza, è un secondo soggetto, èpparente!
Illumina i miei capelli biondo a caschetto mentre gioco con l'amato pony fucsia (che storia che ha quel pony, che storia!)/le poesie di Baudelaire.

Etichette per questo post: ad esempio fly to London.

Nonostante il sole/tepore/sapore, mi sento irrimediabilmente triste.
NOI GENTE POVERA lo prendiamo dappertutto.
Ogni buco è spertus, si dice così?
Sono volgare. Sarò volgare:
mi sono cacata il cazzo.
Non è giusto che si debba subire, che si debba prendere, che i ricchi rubano ai poveri però si accusano i poveri, che IO venga accusata di rubare ai poveri che non cioè bo.
Ho almeno due litri di pianto stipati nel cervello, non riesco a versarli.
C'è anzitutto indignazione. C'è orgoglio ferito.
Non solo mi ci vuole tanta di quella forza per chiedere la carità, poi mi si viene pure sbeffeggiata, offesa, e come per non finire PRESA PER IL CULO.
Giuro che non so come sfogare.
Non posso entrare troppo nei particolari, e intanto mi annoia atrocemente scrivere, nel mio "diario privato" tutto nei minimi dettagli. Fa ancora più stizza poi ricordare.
Ma dov'è la divina provvidenza, Manzò?! Dov'è il Castigo, Dostoè?!
Io non ho Delitto. Non ho ucciso nessuno.
Perché c'è gente che riceve e riceve e riceve e che non viene mai punita?
Perché c'è chi non riceve mai e viene pure fraintesa?
Che giustizia è?
Mi sono cacata il cazzo. Un giorno di questi farò una bella lettera-protesta a quei cazzoni che se la meritano.

Per orgoglio, sì, solo per una questione d'orgoglio non piango e non tremo quando ti dico, mia cara prof, che a questo viaggio del cazzo, ci vai tu e tua sorella.

Etichette per questo post: mi sono cacata il cazzo, ad esempio.